martedì 2 luglio 2013

Uccide la moglie spingendola dalla finestra

Uccide la moglie spingendola dalla finestra


E' accaduto a Cologno Monzese, dopo una lite tra i due coniugi. Fermato il marito, un albanese di 30 anni con precedenti. Il movente sarebbe una relazione extraconiugale dell'uomo


 
30/06/2013 Un albanese di 30 anni, Z. L.,  ha ucciso la moglie,Silvia H, a Cologno Monzese, in provincia di Milano, nel corso di una lite durante la quale l'ha spinta dalla finestra del loro appartamento situato in un condominio di via Einaudi. La donna, di 31 anni, è morta dopo un volo di nove piani. L'albanese, che ha precedenti, è stato fermato dai carabinieri della stazione locale.
I carabinieri di Sesto hanno spiegato che all'origine della lite scoppiata tra i coniugi albanesi, ci sarebbe la gelosia della donna nei confronti del marito, che in Albania aveva un'amante. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo nel tardo pomeriggio di ieri ha chiamato i soccorsi raccontando che la moglie si era lanciata dalla finestra del loro appartamento al nono piano per motivi di gelosia.

Quando i militari sono arrivati sul posto, però, hanno trovato tracce inequivocabili di una lite. A quel punto hanno portato l'uomo in caserma e qui gli hanno scoperto graffi sul corpo nascosti dalla maglietta. La madre e un'amica italiana della vittima hanno confermato il rapporto burrascoso e violento tra i due, dimostrato da lividi sul corpo della donna. Pare che quest'ultima fosse molto gelosa del marito e che la settimana scorsa fosse andata in Albania per strapparlo alla sua amante. L'uomo sarebbe tornato controvoglia e dal quel momento sarebbe ricominciati i litigi culminati con il tragico epilogo di domenica sera.

venerdì 28 giugno 2013

Donna nel congelatore

Bologna, donna massacrata in casa
Il corpo rinchiuso in un congelatore


La polizia cerca il fidanzato della 39enne. La vittima, che aveva la testa fracassata, forse aggredita nel sonno


foto Ansa

28/06/2013- Il corpo senza vita di una donna è stato ritrovato in un appartamento di Bologna. Silvia Caramazza, 39 anni, era sparita da alcuni giorni e la sua assenza era stata segnalata dagli amici. La vittima, che aveva il cranio fracassato, era in un congelatore. La polizia sta cercando di rintracciare il fidanzato, un imprenditore edile.
Il corpo era in un congelatore, in un sacco. L'elettrodomestico era chiuso e attaccato alla corrente elettrica. Il cadavere presentava una profonda ferita alla fronte. Il congelatore si trova in una delle camere da letto della casa. Nella camera, vicino alla testa del letto e sui muri vicini, la polizia scientifica ha trovato macchie di sangue. Vicino farmaci e sonniferi. Per il resto casa abbastanza in ordine.

Forse aggredita mentre dormiva - La donna era vestita con un abito da casa, all'apparenza una tuta o un pigiama. Questo fa pensare che l'aggressione possa anche essere avvenuta mentre dormiva. La scomparsa era stata denunciata il 19 giugno da alcune amiche della donna, che non avrebbe parenti in città. Anche se in passato si era già allontanata, qualcosa aveva destato l'allarme in chi la conosceva. La denuncia di scomparsa sarebbe stata presentata in un commissariato, ma alcune incongruenze nel racconto del fidanzato, sentito dalla polizia nei giorni scorsi, avrebbero convinto la polizia a sfondare la porta della casa della scomparsa, trovando così il corpo.


Delitto freezer, il compagno: "Sono innocente Silvia uccisa da un uomo che la minacciava"


In carcere, Giulio Caria chiede di indagare sulle "amicizie pericolose" della donna


foto Ansa
02/07/2013 - "Non ho ucciso io Silvia". Giulio Caria, l'uomo in carcere per l'omicidio di Silvia Caramazza, 39 anni, la commercialista trovata in un sacco nero nel freezer di casa sua, a Bologna, continua a proclamarsi innocente e assicura che la chiave del caso va cercata nelle amicizie pericolose che la donna intratteneva su Internet. "Analizzino le impronte su quel freezer - esorta - e non troveranno le mie. Qualcuno la minacciava".
"Quel congelatore non l'ho mai visto né toccato", insiste Caria, come racconta il "Resto del Carlino". E aggiunge: "Le impronte che eventualmente troveranno non saranno le mie, ma quelle del vero colpevole. Io so anche chi potrebbe essere. Silvia intratteneva un'amicizia pericolosa, bisogna indagare sulle persone con cui Silvia era in contatto su Internet. E bisogna far presto, perché c'è un pericoloso assassino in libertà".

Le parole del compagno della donna uccisa sono state diffuse dal suo difensore di fiducia, l'avvocato Gennaro Lupo, che ieri ha avuto con lui una lunga conversazione. Oggi è prevista l'udienza di convalida del fermo: Caria non verrà interrogato, ma farà alcune dichiarazioni spontanee.

"Io stesso - ha detto Giulio al suo legale - ho visto i messaggi minacciosi ricevuti da Silvia. Erano di qualcuno che era riemerso dal suo passato, che lei conosceva e che la perseguitava. La polizia guardi le mail, Facebook, e le telefonate". Secondo Caria, è solo lì che si potrà trovare la verità sulla fine di Silvia.

L'uomo è stato incarcerato con l'accusa di omicidio volontario e di occultamento di cadavere, ma lui respinge qualsiasi addebito: "Io ho visto Silvia l'ultima volta il 16 giugno, quando l'ho accompagnata in stazione a Bologna perché mi aveva detto che sarebbe andata a Canicattì da una parente. Forse non voleva andare in Sicilia, ma doveva incontrare la persona che poi l'ha uccisa".

mercoledì 26 giugno 2013

Salerno, transessuale investito e ucciso


Fuggito il pirata alla guida dell'auto che ha travolto il 31enne. E' caccia all'uomo


foto LaPresse
 
26/06/2013 - Un transessuale di 31 anni è stato trovato morto a Salerno, nei pressi dello stadio Arechi, con una ferita alla testa. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, potrebbe essere stato travolto da un'auto, fuggita dopo l'investimento. Sull'asfalto sono rimasti i segni della frenata di un'automobile. A dare l'allarme è stato un passante che ha avvertito le forze dell'ordine.
Sul posto è giunto anche il pm della Procura della Repubblica di Salerno, Rosa Volpe.

martedì 25 giugno 2013

Diario di un dramma: uccise perché donne


Uomini violenti, che non accettano l'indipendenza delle proprie sorelle, figlie, compagne. Dall'inizio dell'anno la cronaca italiana ha raccontato già troppi casi di femminicidio


foto Ansa
25/06/2013 - Il femminicidio è qualcosa di più dell'assassinio di una persona di sesso femminile, è la condanna senza appello di un comportamento che esula dal tradizionale ruolo della donna. Ci sono uomini che ancora attribuiscono alle donne il dovere di obbedienza assoluta, padri che impongono alle figlie stili di vita che non le rappresentano e sono pronti a sacrificarle in nome di un’insana idea di onore.
Ci sono mariti che ritengono le mogli proprietà esclusive ed ex che, non accettando la fine di un rapporto, sfigurano la donna che dicono di amare perché non sia di nessun altro. Ci sono uomini che credono di poter fare ciò che vogliono con un essere umano solo perché si prostituisce o che si arrogano il diritto di giudicare e punire chi ha un orientamento sessuale ritenuto inaccettabile.
Queste le vicende più eclatanti del 2013, accomunate da ferocia e tragico epilogo. 

GIUGNO

Il cadavere di Giovanna Longo, 60 anni, è stato trovato abbandonato lungo la strada, nella zona dello stadio di Ravanusa (Agrigento). Fermato il marito della vittima, Luigi Gallo, 63 anni, che le ha sparato al mercato. Poi ha aperto il fuoco contro la folla, ferendo un passante, ed è fuggito.

25 giugno 2013, Salerno
Il corpo di Olena Tonkoshkurova, 50 anni, di nazionalità ucraina, è stato trovato all'interno di un'abitazione andata a fuoco nel centro storico di Polla, in provincia di Salerno. Il cadavere aveva alcune ferite di arma da taglio alla gola.

21 giugno 2013, Benevento
Raffaella Ranauro, 41 anni, è stata uccisa dal marito: con il suo Suv ha tagliato la strada all'auto della moglie, è sceso dalla vettura e ha sparato un colpo attraverso il finestrino. Poi si è suicidato.
18 giugno 2013, San Giovanni al Natisone (Udine)
Accoltellata ferocemente davanti alle figlie. È morta così la 32enne Irma Hada, albanese, vittima di un uomo violento che negli ultimi anni l'aveva ridotta a vivere nel terrore.

14 giugno 2013,  Foligno (Terni)
Sandita Munteanu, cittadina rumena di 35 anni viene sgozzata in strada dal convivente, un connazionale di 43 anni. Dopo averla abbandonata in una pozza di sangue, l'uomo fugge in auto: braccato dai carabinieri, accosta e si suicida con una coltellata al cuore.

MAGGIO

24 maggio 2013, Corigliano Calabro (Cosenza)
Da subito i carabinieri sospettano di lui, fidanzato della 16enne il cui corpo carbonizzato è stato trovato nelle campagne di Corigliano Calabro. Messo sotto torchio, alla fine il giovane confessa di aver accoltellato Fabiana Luzzi e aver dato fuoco al cadavere.
24 maggio 2013, Guardamiglio (Lodi) 
L’ha aspettata fuori dalla casa dove lei lavorava e trascinata in un giardino pubblico. Questi gli ultimi istanti di vita della rumena Angelica Timis, 35 anni, uccisa a coltellate dall’ex convivente, un italiano che la perseguitava da un anno.
22 maggio 2013, Cadoneghe (Padova)
Uccisa mentre dormiva con un colpo di pistola alla nuca dal marito, un agente di Polizia che poi si è tolto la vita con la stessa arma. Silvana Cassol, 50 anni, sarebbe morta perché lui non accettava le fratture nel loro rapporto.
15 maggio 2013, Palermo
Le hanno trovate stese sul letto: Erika Pechulska aveva ancora un sacchetto di plastica stretto attorno al collo, la coinquilina Micaela Gauril invece era stata accoltellata. Dopo il duplice delitto, l’ex marito di quest’ultima si è gettato sotto un treno.
3 maggio 2013, Roma 
Le ha sparato un colpo alla nuca, poi si è suicidato con la stessa pistola. È finita così la storia della 28enne Chiara Di Vita, uccisa dal marito, una guardia giurata. Il loro unico figlio era a scuola.
2 maggio 2013, RomaAlessandra Iacullo ha 30 anni quando viene trovata sotto il suo motorino in un lago di sangue in una strada alla periferia di Roma. Ad ucciderla, al culmine di un alite per gelosia, l'uomo con cui aveva appena chiuso una relazione.
2 maggio 2013, Castagneto Carducci (Livorno)
Ilaria Leone ha solo 19 anni. È stata strangolata a mani nude e abbandonata in un bosco: l’hanno ritrovata svestita e con ecchimosi sul corpo. Ad ucciderla sarebbe stato un senegalese senza permesso di soggiorno, su cui pendeva una procedura di espulsione già avviata. Era conosciuto come persona violenta e con precedenti per lesioni, furto e danneggiamento.
 

APRILE

18 aprile 2013, Acilia (Roma)
Era stato denunciato tre volte, ma le accuse dell’ex moglie non erano sufficienti. Michela Fioretti è stata assassinata da un uomo che la subissava di minacce. Era una guardia giurata, non gli hanno nemmeno tolto il porto d’armi.
16 aprile 2013, Montebelluna (Treviso)
Dopo la fine della loro storia le aveva pure comprato una pagina di giornale per dirle quanto l’amasse. Ma per Denise Morello, 22 anni, la storia era chiusa. L’ha raggiunta nel parcheggio del supermercato dove lavorava e l’ha freddata con un colpo di pistola, diritto alla nuca. Poi si è tolto la vita.
7 aprile 2013, Marcelli di Numana (Ancona)
Adriana Mihaela Simion si era trasferita dalla Romania, aveva 26 anni e si prostituiva. È stata ritrovata senza vita nel suo appartamento, diverse le ferite da arma da taglio sul corpo.
6 aprile 2013, Cisterna (Latina)
Ventiquattro ore, poi la confessione: era stato lui ad uccidere a coltellate Francesca Di Grazia e Martina Incocciati. Non sopportava più le loro continue richieste di denaro. L’uomo era rispettivamente ex marito e patrigno delle vittime.
1 aprile 2013, Ravenna
È stata ritrovata sul letto della sua abitazione Adela Simona Andro, infermiera di 35 anni. Accanto a lei c’era il marito, che l’aveva appena strangolata.
 

MARZO

27 marzo 2013, Porto Recanati (Macerata)
La 57enne Anna Maria Gandolfi è stata ritrovata con la testa fracassata: il marito, al culmine di una lite, l’ha spinta facendole sbattere la testa contro un tavolo.
2 marzo 2013, Attimis (Udine)
Denise Fernella Graham, originaria di Antigua, risiedeva da tempo in Italia. È stata la gelosia a scatenare la furia del marito, che l’ha presa a bastonate inferendole un colpo letale alla testa.
 

FEBBRAIO

27 febbraio 2013, Rieti
Uccisa dal compagno a colpi di mattarello, prima alla testa, poi all’addome. Questa la fine di una 38enne macedone residente a Rieti. Dopo averla uccisa, l’uomo ha avvertito la polizia.
24 febbraio 2013, Budrio (Bologna)
Il litigio, poi l’accoltellamento: Jamila Assafa è morta a causa della furia del marito. L’uomo, marocchino come la vittima, è poi scappato con i figli.
11 febbraio 2013, Napoli
È morta dopo tre giorni di agonia Giuseppina Di Fraia, 52 anni, aggredita dal marito che la investì con l'auto e poi le diede fuoco. L’uomo non ha fornito alcun alibi: sarebbe stato un raptus improvviso.
3 febbraio 2013, Dolianova, (Cagliari)
Il marito prima l’ha colpita con un martello, poi ha tentato il suicidio con il gas. Giuseppina Boi, di 87 anni, è stata ritrovata dai carabinieri in un lago di sangue.
3 febbraio 2013, Casal di Principe (Caserta)
Olayemi Favour aveva 24 anni, veniva dalla Nigeria e non aveva legami diretti col suo carnefice. Per vendicarsi dell’ex, coinquilina di Olayami, l’uomo ha dato fuoco alla loro abitazione.
 

GENNAIO

24 gennaio 2013, Vercelli
Domika Xhafa è stata trovata morta in una strada della provincia piemontese. Ad ucciderla il compagno che, costituendosi ai carabinieri, ha raccontato di averla uccisa in seguito a una lite accesa da futili motivi. Lui ha perso la testa, Domika, 47 anni, ha perso la vita.
18 gennaio 2013, Bernareggio (Monza e Brianza)
Antonia Stanghellini, 47enne originaria di Cremona, è morta per mano del’ex marito: aveva ancora le chiavi dell’appartamento della donna, si comportava da padrone in casa sua e non accettava che lei “non gli portasse rispetto”.
17 gennaio 2013, L’Aquila
È stata una vera e propria esecuzione la morte di Boshti Hrjeta, 36 anni. Un solo colpo, vicino all’orecchio, sparato dal padre dei suoi quattro figli. La donna si era rifatta una vita con un nuovo compagno.

Bologna, trovati due cadaveri in casa


Le vittime sono un 65enne e una donna di 45 anni. Tra le ipotesi quella di un omicidio-suicidio per un gioco erotico finito male


foto Dal Web
 
25/06/2013 - Carmelo Bonura e Marinella Odorici sono stati trovati morti in una casa a Zola Predosa, nel Bolognese. I due, lui 65enne e lei 45enne, sarebbero compagni. Tra le ipotesi quella di un omicidio-suicidio per un gioco erotico finito male. La donna è stata trovata nuda sul pavimento di fianco al letto e non è escluso che sia morta asfissiata. Lui si sarebbe quindi pugnalato per la disperazione più volte. 
Lei è stata trovata seminuda, stesa in terra in camera. Lui in maglietta e pantaloni, sul letto pieno di sangue. Questa la scena che si sono trovati di fronte gli investigatori al terzo piano di una palazzina a Riale di Zola Predosa (ad una decina di chilometri da Bologna). Carmelo Bonura, pregiudicato palermitano di 63 anni, e Marinella Odorici, di 45, bolognese, impiegata nel settore della moda i nomi delle vittime.

Una delle piste, non l'unica ma forse quella seguita con maggior convinzione dagli inquirenti, è di una pratica sessuale finita in tragedia. Secondo questa ipotesi, che dovrà essere confrontata con gli esiti delle autopsie, la donna sarebbe morta asfissiata e l'uomo, preso dalla disperazione, si sarebbe pugnalato più volte. Un riscontro in questo senso arriva da un biglietto che gli investigatori in mattinata hanno trovato nell'appartamento. Lo ha scritto presumibilmente Bonura, facendo riferimento al gioco erotico e spiegando, in sostanza, che quanto successo alla donna era stato un incidente. Nella stanza sono stati trovati anche dei lacci e alcuni coltelli.

Un altro aspetto su cui stanno lavorando i carabinieri è il tipo di frequentazione che c'era tra i due. Si parla di una relazione saltuaria. Lui era ai domiciliari da novembre per reati di droga, arrestato, e in attesa di un processo. L'appartamento in cui viveva, un alloggio popolare, gli era stata assegnato dal Comune di Zola Predosa un anno e mezzo fa, in un periodo in cui era seguito dai servizi sociali. Secondo quello che è stato ricostruito lei si è fermata da lui dopo aver passato la domenica sera allo stadio Dall'Ara, dove ha assistito al concerto di Vasco Rossi

Donna uccisa in strada: fermato il marito


Il pensionato ha sparato alla vittima e poi all'amante durante il mercato settimanale a Ravanusa


foto LaPresse
25/06/2013- Il cadavere di una sessantenne, Giovanna Longo, è stato trovato abbandonato lungo la strada, nella zona dello stadio di Ravanusa, in provincia di Agrigento. I carabinieri hanno fermato il marito della vittima. L'uomo, Luigi Gallo, 63 anni, ha sparato alla moglie durante il mercato settimanale. Il movente è la gelosia. Dopo averla uccisa, il pensionato ha aperto il fuoco contro la folla, ferendo l'amante, ed è fuggito.
A fermare la fuga dell'omicida sono stati i vigili urbani aiutati da alcuni passanti. Il 63enne ora si trova in caserma per l'interrogatorio. Il ferito, Luigi Avarello, 65 anni, aveva avuto una relazione con la vittima

sabato 22 giugno 2013

Trovato bruciato nella sua auto l'uomo scomparso da Ancaiano

Giuliano Bianciardi era scomparso dalla sua casa di Ancaiano dallo scorso 17 giugno

Siena, 20 giugno 2013 -  E' stato trovato morto bruciato all'interno della sua auto Giuliano Bianciardi, 61 anni, l'uomo scomparso dalla sua casa di Ancaiano (Sovicille) dalla serata dello scorso 17 giugno.



Il ritrovamento è avvenuto a Montagnola, località Incrociati. A scorgere l'auto con il cadavere dell'uomo sono stati i piloti dell'avioclub Chiusdino che con  gli ultraleggeri stavano  sorvolando Sovicille e zone limitrofe.


L'uomo, vedovo,  abitava con un figlio ed è stato quest'ultimo a denunciare ai carabinieri l'allontanamento del genitore.

Il Bianciardi si era allontanato a bordo di una Fiat Panda di colore bianco. A casa aveva lasciato il bancomat, il blocchetto degli assegni e uno dei due telefonini.



I carabinieri lo stavano cercando da ore.

venerdì 21 giugno 2013

Carabiniere uccide la moglie e si suicida


Tragedia a Benevento. L'uomo ha fermato l'auto e ha sparato alla donna all'interno dell'abitacolo, poi si è tolto la vita. La gelosia potrebbe essere il possibile movente


foto Dal Web
 
21/06/2013 Un carabiniere ha ucciso la moglie a Benevento e subito dopo si è suicidato. L'uomo, secondo la ricostruzione dei militari dell'Arma, era in auto, l'ha fermata e ha fatto fuoco all'interno dell'abitacolo. Le vittime sono Raffaella Ranauro, 41 anni, e il marito, Luigi Chiumiento, 43 anni. L'uomo era residente a Benevento, ma originario di San Leucio del Sannio. Alla base del raptus forse la gelosia.
L'omicidio è avvenuto dopo un inseguimento. Con il suo Suv il carabiniere ha tagliato la strada all'auto della moglie. Poi è sceso dalla vettura e ha sparato un colpo attraverso il finestrino.

Ancora da appurare i motivi che hanno portato a questa tragedia familiare ma sembra prendere consistenza la pista della gelosia. La coppia lascia tre figli, di 19, 12 e 9 anni.

Rimini,pirata investe passeggino: bimbo grave


La Fiat bianca ha travolto a tutta velocità il piccolo di sei mesi. Poi il conducente è fuggito


foto Ansa
 
09:17 - Un bimbo di sei mesi è gravemente ferito dopo che il suo passeggino è stato investito da un'auto pirata a Rimini, mentre la mamma che lo conduceva stava attraversando la trafficatissima via Emilia per raggiungere la chiesa di Santa Giustina. La Fiat di colore bianco ha sbalzato il passeggino per alcuni metri e il conducente è fuggito.
A tutta velocità - E' successo alle 21.25 di giovedì sera. L'auto, sopraggiunta ad alta velocità, ha preso in pieno il passeggino che è stato danneggiato ed è rimasto senza una ruota. Il bimbo è stato trasportato subito all'ospedale in prognosi riservata. Sull'incidente indagano gli agenti della polizia municipale di Rimini.

Tre incidenti in pochi giorni - Si tratta del terzo pirata della strada a Rimini, in pochi giorni. Il 14 giugno, un neopatentato di 21 anni ha travolto due turiste russe, uccidendone una e dandosi alla fuga. Mercoledì un'auto ha investito un ciclista per poi dileguarsi.
 
 
 

giovedì 20 giugno 2013

Carisio (Vercelli), anziana disabile sbranata in casa dai suoi cani: arrestati figlia e compagno


Era bloccata nel suo letto. Viveva con almeno un centinaio di animali in condizioni di abbandono


foto Afp
20/06/2013- Una 83enne, immobilizzata a letto da gravi patologie, è morta sbranata da due cani nella casa-canile di Carisio, nel Vercellese, in cui la figlia e il compagno custodivano un centinaio di animali. I due sono stati arrestati dai carabinieri per maltrattamenti e abbandono di persona incapace. La tragedia è stata causata dalla grave situazione di degrado e di abbandono in cui l'anziana era costretta a vivere.
A sbranare la vittima, Lidia Bider, sono stati un rottweiler e un dalmata di razza spagnola che venivano custoditi nella stessa stanza della anziana. Pessime le condizioni nelle quali venivano tenuti gli animali, un centinaio in tutto. Sul posto, insieme con i militari dell'Arma, sono intervenuti i medici del servizio veterinario dell'Asl di Vercelli e il sindaco di Carisio, Claudio Costanzo. Il magistrato ha disposto l'autopsia della vittima.

Frosinone, trovato cadavere murato in casa
E' di una donna scomparsa nel 2012


Fermato per omicidio volontario l'amico della 35enne Samantha Fava. L'uomo, un manovale 36enne, era in ferie in Sardegna


foto Dal Web
 
20/06/2013 - Il cadavere di una donna è stato trovato murato in un appartamento del centro di Fontechiari, nel Frusinate. Si tratta di Samantha Fava, 35 anni, la giovane scomparsa un anno e mezzo fa da Sora, in Ciociaria. Il corpo della donna nelle ultime settimane era stato cercato senza alcun esito nel fiume Liri. Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia, coordinati dal sostituto procuratore di Cassino, Alfredo Mattei.
La casa in uso all'amico - Il ritrovamento è avvenuto nella nicchia in uno scantinato di una casa in uso a un amico della donna, un manovale di 36 anni, che è stato fermato mentre si trovava in vacanza in Sardegna. L'uomo, che era anche l'unico indagato per la sparizione di Samantha, ora è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Ricerche nel fiume - Il corpo della donna era stato cercato nel fiume Liri per settimane dopo che l'uomo aveva raccontato alla polizia di aver gettato Samantha nel fiume dopo che era morta in seguito a un malore. La donna era separata e con un figlio affidato al suo ex. Era stato proprio l'ex marito a denunciare la scomparsa di Samantha che da qualche tempo non si era più fatta viva con il figlio.

Samantha, ecco dove è stata murata


foto Dal Web
21/06/2013 - Nelle immagini la parete dove è stato ritrovato murato il corpo di Samantha Fava, la 35enne di Sora scomparsa nell'aprile scorso. Il cadavere era murato in una nicchia di uno scantinato nell'abitazione dove abita un ex della vittima, Tonino Cianfarani, ora accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Livorno, massacra la ex e uccide il compagno


Clamorosa svolta nelle indagini sul tentato omicidio di Veronica Franceschi, 30 anni, che l'11 marzo scorso è stata ridotta in fin di vita dal compagno tunisino


foto LaPresse
 
 
20/06/2013 - Prima di accoltellare la sua ex avrebbe ucciso il suo nuovo compagno. Clamorosa svolta nelle indagini sul tentato omicidio di Veronica Franceschi, 30 anni ,madre di una bambina di due , che a Livorno l'11 marzo scorso è stata ridotta in fin di vita dal compagno tunisino. Lui, Imed Hamdi, 36 anni, ora è in carcere. Mercoledì scorso in un deposito abbandonato vicino alla stazione è stato ritrovato il cadavere di un uomo. Anche lui, secondo i primi riscontri del medico legale, sarebbe stato accoltellato . Per il pm ci sono pochi dubbi: la vittima sarebbe Ismael Hosni, anche lui tunisino, il nuovo compagno di Veronica Franceschi, scomparso proprio dal marzo scorso. Dunque, stando all'ipotesi avanzata dai magistrati, prima di accoltellare la sua compagna Imed Hamdi avrebbe giustiziato il suo rivale in amore. Lapidaria la frase del pm Luca Masini titolare delle indagini : "Quello è il corpo del compagno di Veronica Franceschi, aggredita in via Bengasi l'11 marzo". Adesso saranno i consulenti a dover lavorare sulle tracce ematiche e i dna per accertare l’identità del cadavere e verificare se ad ucciderlo sia stato o meno lo stesso coltello usato per aggredire Veronica Franceschi.



Questo il volto della donna che è stata picchiata dal suo ex compagno, lei si fidava di lui e questo è stato il risultato.
MURATORE UCCISO PER UN VIDEOPOKER
 
 
L’autopsia eseguita stamane dal medico legale Roberto Testi ha confermato che il muratore di Crescentino Francesco Daniele è stato raggiunto da due proiettili, forse calibro 38, al cuore e alla testa. L’uomo è stato colpito da breve distanza e in rapida sequenza: stando all’esame non ci sarebbe stata colluttazione.  
 
Nelle prossime ore si terrà l’udienza di convalida di Paolo Ottino, il 44enne fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio, filmato dalle telecamere del locale insieme alla vittima, poco prima della sua scomparsa.  
 
Intanto si sta ancora cercando l’arma, in particolar modo in una roggia che scorre accanto al parcheggio dove Daniele domenica ha lasciato l’auto. 
 
La vittima era residente a Crescentino, nel Vercellese. Il suo cadavere è stato trovato da un contadino in un prato di località Rocca, a Verrua Savoia. L’uomo era scomparso alle 18,30 di domenica, quando era stato visto uscire dal Bar Sport di Crescentino, raggiante per aver vinto con il resto di un caffè 300 euro, prosciugando il videopoker su cui aveva trascorso ore a tentare la fortuna un altro avventore.  
DONNA TROVATA NELLO SCATOLONE

20/06/2013 E' ucraina la donna trovata morta all'interno di uno scatolone il OLGA DUNINA 62 anni, è stato indagato per omicidio volontario Giovanni Miceli, il 67enne di origini siciliane sposato con Olga Dunina. Dell'uomo non si hanno notizie dagli stessi istanti in cui è stato rinvenuto per caso il corpo martoriato della donna. Non ha più fatto rientro nella casa famiglia al centro di Foligno in cui risiedeva.

Il marito era sua abitudine andare nei negozi a prendere gli scatoloni per poi rivenderli per pochi euro, l'uomo è poi sparito lo stanno cercando in tutta italia, l'uomo qualche anno fa si è trasferito da Roma a Foligno per cercare una vita migliore inizialmente è stato aiutato dalla Caritas, dopo si è trasferito in un appartamento con dei coinquilini, l'appartamento è stato già perquisito dagli inquirenti.


mercoledì 19 giugno 2013

VIOLENZA SULLE DONNE

Recentemente, con mio enorme dispiacere, ho avuto l'occasione di avere un confronto con un signore non più giovanissimo che mi ha dato una sua spiegazione sul perché il numero dei femminicidi  negli ultimi anni è aumentato, vi riporto la sua conclusione
" Siccome voi donne avete voluto la parità dei sessi e quindi avete voluto essere libere di poter cambiare compagno o comunque di poter divorziare, siete divenuto persone di facili costumi di conseguenza avete provocato l'uomo che essendo un cacciatore si sente in dovere di provarci, e un uomo che viene rifiutato è giustificato nella reazione violenta e non sempre riesce a fermare il suo impeto."

Ora sembra una barzelletta di cattivo gusto quanto detto sopra ma purtroppo vi posso assicurare che è così che ci sono uomini che la pensano in questo modo, a questo caro signore gli ho voluto ricordare che prima del '68 le donne subivano violenza domestica in maniera abituale e continuativa, non se ne parlava perché la nostra società all'epoca non condannava certi comportamenti ma le donne sono sempre state soggette ad abusi, si spera che grazie alla parità dei sessi ci sia una diminuzione almeno delle violenze domestiche, per il numero crescente di femminicidi credo che alla base ci sia un problema di comunicazione se solo si imparasse a parlare delle nostre paure o delle nostre ansie con il nostro compagno/a potremmo ridurre non solo le violenze domestiche ma probabilmente anche le separazioni gente imparate a comunicare ma soprattutto ad ascoltare la persona che ci sta accanto è la persona che vive con noi i nostri stessi problemi e le nostre stesse paure

martedì 18 giugno 2013



Umbria, cadavere in uno scatolone


E' stato trovato sulla strada tra Spello e Foligno

Un cadavere è stato trovato all'interno di uno scatolone lungo la strada tra Spello e Foligno, in Umbria: potrebbe trattarsi, secondo le prime informazioni, del corpo di una donna. I carabinieri hanno portato il cadavere all'istituto di medicina legale di Perugia. La decisione è stata presa dagli inquirenti per non disperdere alcun elemento.
Non è ancora chiaro quindi se il corpo sia di un uomo o di una donna.

Oggi 19/06/2013 si ha la certezza che il corpo sia di una donna di mezza età uccisa probabilmente con una spranga, la donna è stata uccisa poi rinchiusa in uno scatolone e abbandonato in una radura tra FOLIGNO e SPELLO, la donna è stata ripiegata su se stessa e avvolta in una coperta con sopra un sottile telo di plastica, sono per caso è stato rinvenuto il cadavere, secondo gli inquirenti l'omicidio è avvenuto tre o quattro giorni fa, fitto il mistero sull'identità della donna quindi anche movente e assassino ad ora risultano completamente ignoti
 
TORINO MURATORE UCCISO, FERMATO UN UOMO, alla base dell'omicidio una vincita la videopoker



 ritrovamento del cadavere, Un muratore di 44 anni, Francesco Daniele, residente a Crescentino, nel Vercellese, ma originario di Vibo Valentia, è stato ucciso con un colpo di pistola al torace. Il cadavere dell'uomo era in una boscaglia in località Cascine di Verrua Savoia, al confine tra le province di Torino e Vercelli. Per l'omicidio è stato fermato un uomo di 43 anni. Secondo gli inquirenti, alla base del delitto potrebbe esserci una vincita al videopoker.

L'auto trovata dal figlio - Della vittima si erano perse le tracce domenica sera, quando non era rientrato a casa. A dare l'allarme è stata la moglie, che lunedì mattina ne ha denunciato la scomparsa. Daniele aveva lasciato la sua auto, una Volkswagen Golf di colore grigio, parcheggiata davanti ad un bar di Crescentino, dove era stato visto l'ultima volta. Ad accorgersi che la vettura era ancora lì è stato il figlio della vittima, al rientro a casa dopo essere stato a scuola per una prova dell'esame di terza media.

Tre anni fa l'arresto per droga - L'inchiesta è condotta dal pm Patrizia Gambardella, che ha disposto l'autopsia. Il delitto potrebbe essere legato a un'ingente vittoria al videopoker da parte della vittima. L'unico precedente con la giustizia, una vicenda legata alla droga, risalirebbe al 2010, quando il muratore era stato arrestato dai carabinieri di Crescentino.

Dubbi sulla dinamica dell'omicidio - Secondo gli inquirenti, la vittima potrebbe essere stata uccisa in un altro luogo e poi il suo corpo abbandonato poco distante da una riva del fiume Po, seminascosto dalla vegetazione, dove è stato trovato da un passante. Gli accertamenti dovranno anche dare una risposta al particolare dell'apparente lesione al capo: il muratore potrebbe essere stato picchiato prima di essere ucciso con il colpo di pistola, oppure la ferita potrebbe essere stata generata quando l'assassino, o gli assassini, si è liberato del corpo nella boscaglia vicino al fiume.

Il ritrovamento è avvenuto oggi 18/06/2013

lunedì 17 giugno 2013

IL BIDELLO E L'INSEGNANTE

15/06/2013 Vittoria paesino siciliano in provincia di Ragusa, all'istituto Pappalardo gli insegnanti stavano preparando gli scrutini di fine anno la mattinata sembrava volgere al meglio come sempre, si sa nei piccoli paesini ci si conosce tutti e di certo non si discute per degli scrutini, Giovanna Nobile, 54 anni insegnate di religione, donna molto solare e amante del suo lavoro.


mai avrebbe immaginato che proprio in quel giorno avrebbe visto la fine della sua vita ad ucciderla Salvatore lo Presti, 69 anni, bidello dell'istituto, la donna è morta in ospedale



L'uomo padre di cinque figli ha commesso l'insano gesto dichiarando che la donna non lo voleva lo rifiutava e questo lui non lo poteva più accettare avrebbe detto al dirigente della squadra mobile Francesco Marino e a quello del commissariato Rosario Amarù.

Quest'uomo era ad un mese dalla pensione, la cosa non lo faceva felice anzi lo faceva sentire vecchio e per un uomo invaghito di una donna decisamente più giovane di lui non è una sensazione che coincida con i suoi desideri, era un uomo arrabbiato con il mondo secondo le testimonianze dei suoi colleghi, la rabbia il caldo il rifiuto ha fatto di una persona tranquilla un efferato criminale che non si è nemmeno pentito di ciò che ha fatto

domenica 16 giugno 2013

LA FOLLIA DELL'UOMO

Nell'esatto istante in cui veniamo alla luce ci viene insegnato il rispetto per la vita umana, un rispetto fondamentale che rende la nostra una società civile; allora tutti gli omicidi che stanno avvenendo in questo ultimo periodo perché avvengono, la nostra società non è più civile? Oppure questa società fatta di esseri umani non riesce più a fronteggiare le difficoltà giornaliere che sembrano essere in numero sempre crescente e sempre più pesanti, eppure subito dopo la seconda guerra mondiale i nostri nonni non se la passavano sicuramente meglio di noi eppure non c'era un numero così alto di morti violente allora dov'è il problema?
Secondo un mio pensiero il vero problema siamo proprio noi, la nostra generazione che non è in grado di affrontare le difficoltà di ogni giorno, noi che riusciamo a perderci in un bicchiere d'acqua, noi che abbiamo avuto tutto, oggi dovendo rinunciare a qualcosa di inutile non riusciamo a farlo e diventiamo violenti. Sfoghiamo la nostra rabbia nei confronti dei più deboli, le donne e i bambini sono quelli che oggi stanno subendo di più, le istituzioni stanno a guardare non fanno niente per migliorare la situazione sociale e questo porta ad avere un aumento molto evidente delle morti violente, dobbiamo trovare il modo per fermare questa follia dilagante, non basta indignarsi davanti ad episodi di violenza bisogna iniziare a reagire a cercare soluzioni che migliorino la nostra società.