martedì 2 luglio 2013

Uccide la moglie spingendola dalla finestra

Uccide la moglie spingendola dalla finestra


E' accaduto a Cologno Monzese, dopo una lite tra i due coniugi. Fermato il marito, un albanese di 30 anni con precedenti. Il movente sarebbe una relazione extraconiugale dell'uomo


 
30/06/2013 Un albanese di 30 anni, Z. L.,  ha ucciso la moglie,Silvia H, a Cologno Monzese, in provincia di Milano, nel corso di una lite durante la quale l'ha spinta dalla finestra del loro appartamento situato in un condominio di via Einaudi. La donna, di 31 anni, è morta dopo un volo di nove piani. L'albanese, che ha precedenti, è stato fermato dai carabinieri della stazione locale.
I carabinieri di Sesto hanno spiegato che all'origine della lite scoppiata tra i coniugi albanesi, ci sarebbe la gelosia della donna nei confronti del marito, che in Albania aveva un'amante. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo nel tardo pomeriggio di ieri ha chiamato i soccorsi raccontando che la moglie si era lanciata dalla finestra del loro appartamento al nono piano per motivi di gelosia.

Quando i militari sono arrivati sul posto, però, hanno trovato tracce inequivocabili di una lite. A quel punto hanno portato l'uomo in caserma e qui gli hanno scoperto graffi sul corpo nascosti dalla maglietta. La madre e un'amica italiana della vittima hanno confermato il rapporto burrascoso e violento tra i due, dimostrato da lividi sul corpo della donna. Pare che quest'ultima fosse molto gelosa del marito e che la settimana scorsa fosse andata in Albania per strapparlo alla sua amante. L'uomo sarebbe tornato controvoglia e dal quel momento sarebbe ricominciati i litigi culminati con il tragico epilogo di domenica sera.

venerdì 28 giugno 2013

Donna nel congelatore

Bologna, donna massacrata in casa
Il corpo rinchiuso in un congelatore


La polizia cerca il fidanzato della 39enne. La vittima, che aveva la testa fracassata, forse aggredita nel sonno


foto Ansa

28/06/2013- Il corpo senza vita di una donna è stato ritrovato in un appartamento di Bologna. Silvia Caramazza, 39 anni, era sparita da alcuni giorni e la sua assenza era stata segnalata dagli amici. La vittima, che aveva il cranio fracassato, era in un congelatore. La polizia sta cercando di rintracciare il fidanzato, un imprenditore edile.
Il corpo era in un congelatore, in un sacco. L'elettrodomestico era chiuso e attaccato alla corrente elettrica. Il cadavere presentava una profonda ferita alla fronte. Il congelatore si trova in una delle camere da letto della casa. Nella camera, vicino alla testa del letto e sui muri vicini, la polizia scientifica ha trovato macchie di sangue. Vicino farmaci e sonniferi. Per il resto casa abbastanza in ordine.

Forse aggredita mentre dormiva - La donna era vestita con un abito da casa, all'apparenza una tuta o un pigiama. Questo fa pensare che l'aggressione possa anche essere avvenuta mentre dormiva. La scomparsa era stata denunciata il 19 giugno da alcune amiche della donna, che non avrebbe parenti in città. Anche se in passato si era già allontanata, qualcosa aveva destato l'allarme in chi la conosceva. La denuncia di scomparsa sarebbe stata presentata in un commissariato, ma alcune incongruenze nel racconto del fidanzato, sentito dalla polizia nei giorni scorsi, avrebbero convinto la polizia a sfondare la porta della casa della scomparsa, trovando così il corpo.


Delitto freezer, il compagno: "Sono innocente Silvia uccisa da un uomo che la minacciava"


In carcere, Giulio Caria chiede di indagare sulle "amicizie pericolose" della donna


foto Ansa
02/07/2013 - "Non ho ucciso io Silvia". Giulio Caria, l'uomo in carcere per l'omicidio di Silvia Caramazza, 39 anni, la commercialista trovata in un sacco nero nel freezer di casa sua, a Bologna, continua a proclamarsi innocente e assicura che la chiave del caso va cercata nelle amicizie pericolose che la donna intratteneva su Internet. "Analizzino le impronte su quel freezer - esorta - e non troveranno le mie. Qualcuno la minacciava".
"Quel congelatore non l'ho mai visto né toccato", insiste Caria, come racconta il "Resto del Carlino". E aggiunge: "Le impronte che eventualmente troveranno non saranno le mie, ma quelle del vero colpevole. Io so anche chi potrebbe essere. Silvia intratteneva un'amicizia pericolosa, bisogna indagare sulle persone con cui Silvia era in contatto su Internet. E bisogna far presto, perché c'è un pericoloso assassino in libertà".

Le parole del compagno della donna uccisa sono state diffuse dal suo difensore di fiducia, l'avvocato Gennaro Lupo, che ieri ha avuto con lui una lunga conversazione. Oggi è prevista l'udienza di convalida del fermo: Caria non verrà interrogato, ma farà alcune dichiarazioni spontanee.

"Io stesso - ha detto Giulio al suo legale - ho visto i messaggi minacciosi ricevuti da Silvia. Erano di qualcuno che era riemerso dal suo passato, che lei conosceva e che la perseguitava. La polizia guardi le mail, Facebook, e le telefonate". Secondo Caria, è solo lì che si potrà trovare la verità sulla fine di Silvia.

L'uomo è stato incarcerato con l'accusa di omicidio volontario e di occultamento di cadavere, ma lui respinge qualsiasi addebito: "Io ho visto Silvia l'ultima volta il 16 giugno, quando l'ho accompagnata in stazione a Bologna perché mi aveva detto che sarebbe andata a Canicattì da una parente. Forse non voleva andare in Sicilia, ma doveva incontrare la persona che poi l'ha uccisa".

mercoledì 26 giugno 2013

Salerno, transessuale investito e ucciso


Fuggito il pirata alla guida dell'auto che ha travolto il 31enne. E' caccia all'uomo


foto LaPresse
 
26/06/2013 - Un transessuale di 31 anni è stato trovato morto a Salerno, nei pressi dello stadio Arechi, con una ferita alla testa. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, potrebbe essere stato travolto da un'auto, fuggita dopo l'investimento. Sull'asfalto sono rimasti i segni della frenata di un'automobile. A dare l'allarme è stato un passante che ha avvertito le forze dell'ordine.
Sul posto è giunto anche il pm della Procura della Repubblica di Salerno, Rosa Volpe.

martedì 25 giugno 2013

Diario di un dramma: uccise perché donne


Uomini violenti, che non accettano l'indipendenza delle proprie sorelle, figlie, compagne. Dall'inizio dell'anno la cronaca italiana ha raccontato già troppi casi di femminicidio


foto Ansa
25/06/2013 - Il femminicidio è qualcosa di più dell'assassinio di una persona di sesso femminile, è la condanna senza appello di un comportamento che esula dal tradizionale ruolo della donna. Ci sono uomini che ancora attribuiscono alle donne il dovere di obbedienza assoluta, padri che impongono alle figlie stili di vita che non le rappresentano e sono pronti a sacrificarle in nome di un’insana idea di onore.
Ci sono mariti che ritengono le mogli proprietà esclusive ed ex che, non accettando la fine di un rapporto, sfigurano la donna che dicono di amare perché non sia di nessun altro. Ci sono uomini che credono di poter fare ciò che vogliono con un essere umano solo perché si prostituisce o che si arrogano il diritto di giudicare e punire chi ha un orientamento sessuale ritenuto inaccettabile.
Queste le vicende più eclatanti del 2013, accomunate da ferocia e tragico epilogo. 

GIUGNO

Il cadavere di Giovanna Longo, 60 anni, è stato trovato abbandonato lungo la strada, nella zona dello stadio di Ravanusa (Agrigento). Fermato il marito della vittima, Luigi Gallo, 63 anni, che le ha sparato al mercato. Poi ha aperto il fuoco contro la folla, ferendo un passante, ed è fuggito.

25 giugno 2013, Salerno
Il corpo di Olena Tonkoshkurova, 50 anni, di nazionalità ucraina, è stato trovato all'interno di un'abitazione andata a fuoco nel centro storico di Polla, in provincia di Salerno. Il cadavere aveva alcune ferite di arma da taglio alla gola.

21 giugno 2013, Benevento
Raffaella Ranauro, 41 anni, è stata uccisa dal marito: con il suo Suv ha tagliato la strada all'auto della moglie, è sceso dalla vettura e ha sparato un colpo attraverso il finestrino. Poi si è suicidato.
18 giugno 2013, San Giovanni al Natisone (Udine)
Accoltellata ferocemente davanti alle figlie. È morta così la 32enne Irma Hada, albanese, vittima di un uomo violento che negli ultimi anni l'aveva ridotta a vivere nel terrore.

14 giugno 2013,  Foligno (Terni)
Sandita Munteanu, cittadina rumena di 35 anni viene sgozzata in strada dal convivente, un connazionale di 43 anni. Dopo averla abbandonata in una pozza di sangue, l'uomo fugge in auto: braccato dai carabinieri, accosta e si suicida con una coltellata al cuore.

MAGGIO

24 maggio 2013, Corigliano Calabro (Cosenza)
Da subito i carabinieri sospettano di lui, fidanzato della 16enne il cui corpo carbonizzato è stato trovato nelle campagne di Corigliano Calabro. Messo sotto torchio, alla fine il giovane confessa di aver accoltellato Fabiana Luzzi e aver dato fuoco al cadavere.
24 maggio 2013, Guardamiglio (Lodi) 
L’ha aspettata fuori dalla casa dove lei lavorava e trascinata in un giardino pubblico. Questi gli ultimi istanti di vita della rumena Angelica Timis, 35 anni, uccisa a coltellate dall’ex convivente, un italiano che la perseguitava da un anno.
22 maggio 2013, Cadoneghe (Padova)
Uccisa mentre dormiva con un colpo di pistola alla nuca dal marito, un agente di Polizia che poi si è tolto la vita con la stessa arma. Silvana Cassol, 50 anni, sarebbe morta perché lui non accettava le fratture nel loro rapporto.
15 maggio 2013, Palermo
Le hanno trovate stese sul letto: Erika Pechulska aveva ancora un sacchetto di plastica stretto attorno al collo, la coinquilina Micaela Gauril invece era stata accoltellata. Dopo il duplice delitto, l’ex marito di quest’ultima si è gettato sotto un treno.
3 maggio 2013, Roma 
Le ha sparato un colpo alla nuca, poi si è suicidato con la stessa pistola. È finita così la storia della 28enne Chiara Di Vita, uccisa dal marito, una guardia giurata. Il loro unico figlio era a scuola.
2 maggio 2013, RomaAlessandra Iacullo ha 30 anni quando viene trovata sotto il suo motorino in un lago di sangue in una strada alla periferia di Roma. Ad ucciderla, al culmine di un alite per gelosia, l'uomo con cui aveva appena chiuso una relazione.
2 maggio 2013, Castagneto Carducci (Livorno)
Ilaria Leone ha solo 19 anni. È stata strangolata a mani nude e abbandonata in un bosco: l’hanno ritrovata svestita e con ecchimosi sul corpo. Ad ucciderla sarebbe stato un senegalese senza permesso di soggiorno, su cui pendeva una procedura di espulsione già avviata. Era conosciuto come persona violenta e con precedenti per lesioni, furto e danneggiamento.
 

APRILE

18 aprile 2013, Acilia (Roma)
Era stato denunciato tre volte, ma le accuse dell’ex moglie non erano sufficienti. Michela Fioretti è stata assassinata da un uomo che la subissava di minacce. Era una guardia giurata, non gli hanno nemmeno tolto il porto d’armi.
16 aprile 2013, Montebelluna (Treviso)
Dopo la fine della loro storia le aveva pure comprato una pagina di giornale per dirle quanto l’amasse. Ma per Denise Morello, 22 anni, la storia era chiusa. L’ha raggiunta nel parcheggio del supermercato dove lavorava e l’ha freddata con un colpo di pistola, diritto alla nuca. Poi si è tolto la vita.
7 aprile 2013, Marcelli di Numana (Ancona)
Adriana Mihaela Simion si era trasferita dalla Romania, aveva 26 anni e si prostituiva. È stata ritrovata senza vita nel suo appartamento, diverse le ferite da arma da taglio sul corpo.
6 aprile 2013, Cisterna (Latina)
Ventiquattro ore, poi la confessione: era stato lui ad uccidere a coltellate Francesca Di Grazia e Martina Incocciati. Non sopportava più le loro continue richieste di denaro. L’uomo era rispettivamente ex marito e patrigno delle vittime.
1 aprile 2013, Ravenna
È stata ritrovata sul letto della sua abitazione Adela Simona Andro, infermiera di 35 anni. Accanto a lei c’era il marito, che l’aveva appena strangolata.
 

MARZO

27 marzo 2013, Porto Recanati (Macerata)
La 57enne Anna Maria Gandolfi è stata ritrovata con la testa fracassata: il marito, al culmine di una lite, l’ha spinta facendole sbattere la testa contro un tavolo.
2 marzo 2013, Attimis (Udine)
Denise Fernella Graham, originaria di Antigua, risiedeva da tempo in Italia. È stata la gelosia a scatenare la furia del marito, che l’ha presa a bastonate inferendole un colpo letale alla testa.
 

FEBBRAIO

27 febbraio 2013, Rieti
Uccisa dal compagno a colpi di mattarello, prima alla testa, poi all’addome. Questa la fine di una 38enne macedone residente a Rieti. Dopo averla uccisa, l’uomo ha avvertito la polizia.
24 febbraio 2013, Budrio (Bologna)
Il litigio, poi l’accoltellamento: Jamila Assafa è morta a causa della furia del marito. L’uomo, marocchino come la vittima, è poi scappato con i figli.
11 febbraio 2013, Napoli
È morta dopo tre giorni di agonia Giuseppina Di Fraia, 52 anni, aggredita dal marito che la investì con l'auto e poi le diede fuoco. L’uomo non ha fornito alcun alibi: sarebbe stato un raptus improvviso.
3 febbraio 2013, Dolianova, (Cagliari)
Il marito prima l’ha colpita con un martello, poi ha tentato il suicidio con il gas. Giuseppina Boi, di 87 anni, è stata ritrovata dai carabinieri in un lago di sangue.
3 febbraio 2013, Casal di Principe (Caserta)
Olayemi Favour aveva 24 anni, veniva dalla Nigeria e non aveva legami diretti col suo carnefice. Per vendicarsi dell’ex, coinquilina di Olayami, l’uomo ha dato fuoco alla loro abitazione.
 

GENNAIO

24 gennaio 2013, Vercelli
Domika Xhafa è stata trovata morta in una strada della provincia piemontese. Ad ucciderla il compagno che, costituendosi ai carabinieri, ha raccontato di averla uccisa in seguito a una lite accesa da futili motivi. Lui ha perso la testa, Domika, 47 anni, ha perso la vita.
18 gennaio 2013, Bernareggio (Monza e Brianza)
Antonia Stanghellini, 47enne originaria di Cremona, è morta per mano del’ex marito: aveva ancora le chiavi dell’appartamento della donna, si comportava da padrone in casa sua e non accettava che lei “non gli portasse rispetto”.
17 gennaio 2013, L’Aquila
È stata una vera e propria esecuzione la morte di Boshti Hrjeta, 36 anni. Un solo colpo, vicino all’orecchio, sparato dal padre dei suoi quattro figli. La donna si era rifatta una vita con un nuovo compagno.

Bologna, trovati due cadaveri in casa


Le vittime sono un 65enne e una donna di 45 anni. Tra le ipotesi quella di un omicidio-suicidio per un gioco erotico finito male


foto Dal Web
 
25/06/2013 - Carmelo Bonura e Marinella Odorici sono stati trovati morti in una casa a Zola Predosa, nel Bolognese. I due, lui 65enne e lei 45enne, sarebbero compagni. Tra le ipotesi quella di un omicidio-suicidio per un gioco erotico finito male. La donna è stata trovata nuda sul pavimento di fianco al letto e non è escluso che sia morta asfissiata. Lui si sarebbe quindi pugnalato per la disperazione più volte. 
Lei è stata trovata seminuda, stesa in terra in camera. Lui in maglietta e pantaloni, sul letto pieno di sangue. Questa la scena che si sono trovati di fronte gli investigatori al terzo piano di una palazzina a Riale di Zola Predosa (ad una decina di chilometri da Bologna). Carmelo Bonura, pregiudicato palermitano di 63 anni, e Marinella Odorici, di 45, bolognese, impiegata nel settore della moda i nomi delle vittime.

Una delle piste, non l'unica ma forse quella seguita con maggior convinzione dagli inquirenti, è di una pratica sessuale finita in tragedia. Secondo questa ipotesi, che dovrà essere confrontata con gli esiti delle autopsie, la donna sarebbe morta asfissiata e l'uomo, preso dalla disperazione, si sarebbe pugnalato più volte. Un riscontro in questo senso arriva da un biglietto che gli investigatori in mattinata hanno trovato nell'appartamento. Lo ha scritto presumibilmente Bonura, facendo riferimento al gioco erotico e spiegando, in sostanza, che quanto successo alla donna era stato un incidente. Nella stanza sono stati trovati anche dei lacci e alcuni coltelli.

Un altro aspetto su cui stanno lavorando i carabinieri è il tipo di frequentazione che c'era tra i due. Si parla di una relazione saltuaria. Lui era ai domiciliari da novembre per reati di droga, arrestato, e in attesa di un processo. L'appartamento in cui viveva, un alloggio popolare, gli era stata assegnato dal Comune di Zola Predosa un anno e mezzo fa, in un periodo in cui era seguito dai servizi sociali. Secondo quello che è stato ricostruito lei si è fermata da lui dopo aver passato la domenica sera allo stadio Dall'Ara, dove ha assistito al concerto di Vasco Rossi

Donna uccisa in strada: fermato il marito


Il pensionato ha sparato alla vittima e poi all'amante durante il mercato settimanale a Ravanusa


foto LaPresse
25/06/2013- Il cadavere di una sessantenne, Giovanna Longo, è stato trovato abbandonato lungo la strada, nella zona dello stadio di Ravanusa, in provincia di Agrigento. I carabinieri hanno fermato il marito della vittima. L'uomo, Luigi Gallo, 63 anni, ha sparato alla moglie durante il mercato settimanale. Il movente è la gelosia. Dopo averla uccisa, il pensionato ha aperto il fuoco contro la folla, ferendo l'amante, ed è fuggito.
A fermare la fuga dell'omicida sono stati i vigili urbani aiutati da alcuni passanti. Il 63enne ora si trova in caserma per l'interrogatorio. Il ferito, Luigi Avarello, 65 anni, aveva avuto una relazione con la vittima

sabato 22 giugno 2013

Trovato bruciato nella sua auto l'uomo scomparso da Ancaiano

Giuliano Bianciardi era scomparso dalla sua casa di Ancaiano dallo scorso 17 giugno

Siena, 20 giugno 2013 -  E' stato trovato morto bruciato all'interno della sua auto Giuliano Bianciardi, 61 anni, l'uomo scomparso dalla sua casa di Ancaiano (Sovicille) dalla serata dello scorso 17 giugno.



Il ritrovamento è avvenuto a Montagnola, località Incrociati. A scorgere l'auto con il cadavere dell'uomo sono stati i piloti dell'avioclub Chiusdino che con  gli ultraleggeri stavano  sorvolando Sovicille e zone limitrofe.


L'uomo, vedovo,  abitava con un figlio ed è stato quest'ultimo a denunciare ai carabinieri l'allontanamento del genitore.

Il Bianciardi si era allontanato a bordo di una Fiat Panda di colore bianco. A casa aveva lasciato il bancomat, il blocchetto degli assegni e uno dei due telefonini.



I carabinieri lo stavano cercando da ore.